8-14 Novembre
“Borahae, like the last color of the rainbow, purple (bora), means we will love and trust each other until the end and love each other for a long time“
(V, 3rd Muster BTS)
Che cos’è un nome? Che cos’è una parola? Se dovessimo scomodare Shakespeare, ci risponderebbe che quella che noi chiamiamo rosa, pur con un altro nome, avrebbe sempre lo stesso profumo.
Ma è possibile usare un altro termine per definire l’amore reciproco tra i BTS e gli ARMY che non sia Borahae? Esiste un’altra espressione capace di racchiudere tutte le emozioni che il suono, la sola pronuncia di questa parola è capace di regalare, rendendo quasi tangibile l’immagine dell’ultimo colore dell’arcobaleno che caratterizza i concerti dei Bangtan?
Borahae è stato coniato da Tae-hyung il 13 novembre 2016, durante il loro terzo fan-meeting (sì, quella cosa che solo i favoriti di Dio ehm i fans internazionali asiatici hanno la possibilità di vivere) ed è diventato subito iconico. In quel momento, su quel palco, V ha fatto la storia, creando un termine nuovo, intraducibile a parole ma solo con le emozioni che sa suscitare, che lui stesso ha definito come l’amore e la fiducia reciproca tra i BTS e i loro fans, come il viola dell’arcobaleno dopo l’acquazzone, dopo i rainy days (che a proposito ha raggiunto i 300 milioni di streams su Spotify), quell’arco di colori che resta a lungo nel cielo.
È l’ultimo colore a sparire, quello che anche i ritardatari riescono ancora a vedere spingendosi fuori sul balcone all’ultimo secondo o dal finestrino della macchina, per riprenderlo perché certi momenti vanno sempre immortalati che sia sull’ultimo telefonino appena uscito o su una pellicola Super 8mm come il documentario di RM, Right People Wrong Place che arriverà a breve anche nelle nostre sale cinematografiche (e che ci sta facendo già dannare per i pochi giorni in cui resterà in programmazione) e che contiene fotogrammi super 8 mm e 16mm, come i vecchi filmati amatoriali casalinghi.
La scelta del regista Lee Seok-jun non è stata un caso, come ha dichiarato in una recente intervista per Popeye, voleva rendere l’immagine di un ragazzo, ormai uomo, che si ritrova di fronte ad una serie di scelte e cambiamenti, ad un nuovo se stesso.
Non è il primo cambiamento che RM si trova a vivere e a rendercene partecipi perché non ha paura di mostrarci la parte più fragile e allo stesso tempo più forte di sé, dal Rap Monster al Real Me che è nato 7 anni fa, sempre alla ricerca del bilancio tra la vita da idol e quella personale, fatta di propri interessi come l’amore per l’arte, la letteratura, la musica di ogni genere perché I believe that the beauty lies in the pursuit of moderation rather than leaning too much in one direction (credo che la bellezza stia nella ricerca della moderazione che nello spingere troppo in una sola direzione). Come ha sottolineato anche Kim Han-joo dei Silica Gel che ha partecipato alla scrittura del testo di LOST! (e della quale ha realizzato una cover con il proprio gruppo, ripostata anche da NamJoon all’epoca) e ha dichiarato in un’intervista per weverse come lo abbia entusiasmato prendere parte all’album Right Place Wrong Person, alla tavola rotonda degli artisti, composta da musicisti di vari generi che hanno partecipato portando i loro contributi e stili diversi.
E per un documentario che deve ancora uscire, c’è un altro che spinge per mostrarci pezzi esclusivi che non sono riusciti a rientrare nei 190 minuti circa mostrati al cinema.
Sto parlando di JungKook: I AM STILL che sta per arrivare su Disney +, il 3 dicembre, in tre episodi speciali che contengono momenti particolari di interviste, dietro le quinte e la versione intera di GOLDEN: Live on Stage. Giusto in tempo per fare gli auguri di buon compleanno a Jin e a festeggiare il suo primo album da solista che è uscirà tra poche ore.
In questi giorni, Jin è stato impegnato con le attività di promozione dell’album, a partire dalla partecipazione su Spotify ad una challenge particolare dove ha presentato la tracklist di Happy in vari modi e lingue, seguendo le diverse sfide ironiche proposte. Ovviamente non ho ancora avuto modo di ascoltare le tracce e, quando leggerete questo articolo, probabilmente starete cercando di chiedervi (o vi state chiedendo) come avete fatto (o farete) a sopravvivere alla live speciale alle 6:30 del mattino su weverse dopo aver recuperato l’album. E posso dire che un pochino già vi invidio?
Perché scrivere oggi è come una sorta di viaggio nel futuro, quando voi leggerete queste parole, l’album sarà già uscito e sarete già stati travolti dalla musica e dalle parole che Jin ci ha regalato. La tracklist sembra una lettera d’amore a partire dai titoli letti in sequenza, iniziando da Running Wild, correre verso la speranza, proseguendo con I’ll be there che abbiamo già sentito e amato (e del quale questa settimana abbiamo visto il dietro le quinte dell’MV), arrivando poi ad un altro livello con Another lever, superando le difficoltà e gli ostacoli, Until I reach you, fino a quando non ti/vi raggiungerò con il cuore alla finestra in Heart on the Window dove Jin parla del passare del tempo, delle stagioni per arrivare da noi in I will come to you. Ed arriverà in grande con la partecipazione da Jimmy Fallon in America e un fan meeting in Corea per i pochi fortunati che potranno godersi il Merry Run Around dal vivo con Jin mentre gli altri lo vedranno su weverse… quelli sopravvissuti ai CSAT, i test d’ammissione all’università per i coreani che si sono svolti in questi giorni e hanno visto l’intera nazione fermarsi.
Di solito i BTS preparano un video di incoraggiamento e quest’anno ci ha pensato Jin a spronare i ragazzi a dare il meglio. Tutto questo mentre Hobi ci ha regalato una live improvvisata da Los Angeles, la prima vera live dopo il militare, mentre mangiava cibo “organico” …for real. Ecco, ha ripetuto più volte quest’espressione e ha parlato scherzando di un potenziale tour. Un tour…for real? Io sono la prima che ci spera e anche troppo: Hobi ha detto che sta lavorando per noi e nessuno ha idea di cosa stia combinando. Sentiamo già profumo di un nuovo successo, degno di Who di Jimin che è entrata nel Billion Club di Spotify e che ha contribuito a far vincere a Jimin il premio come miglior artista kpop agli EMA.
E Suga? Be’ finalmente sta tornando il sereno anche su di lui che in questi giorni è stato protagonista di un articolo su Prestige ma soprattutto è diventato l’artista hip hop coreano più streammato e il sesto artista coreano più ascoltato con oltre 5 miliardi di streams.
Detto questo, sono uscite le nominations ai Grammy e nessun artista coreano è stato nominato direttamente. Indipendentemente dalla presenza/assenza dei BTS dalle nominations, credo che ignorare un fenomeno di massa come il kpop in una manifestazione musicale odierna sia piuttosto imbarazzante ma ci restano i MAMA e io sono già pronta a godermeli perché from the day of the universe’s creation and beyond (beyond) through the infinite centuries and beyond (beyond, beyond, yah) In the previous life (In the previous life) maybe the next too (maybe the next too) we’re eternally together (dal giorno della creazione dell’universo, attraverso i secoli e oltre, nelle vite precedenti e forse anche in quella futura, noi saremo insieme in eterno)… fino al viola dell’arcobaleno.
Vi lascio con DNA che ha superato i 1,6 miliardi di visualizzazioni su youtube.
I purple you!
Lor
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